Vincenzo Di
Bonito
Orizzonti lontani
Posfazione di Carlo Bugli
Formato: 14x21 cm. -
brossura + sovraccoperta a colori
Pagine: 80
Codice: 001-05-023
«In una fase storica
come quella attuale in cui pare da più parti prendere corpo una violenta restaurazione
oscurantista che ci riguarda politicamente in una dimensione "globale", e che
costituisce, come sempre, il versante ideologico del potere, un pregio di questo scritto,
la cui dimensione divulgativa non va dunque intesa in senso riduttivo, è anche questo,
ovvero il disegnare il percorso evolutivo attraverso cui in qualche milione di anni una
scimmia bipede inventa unindustria litica sempre più raffinata, impara ad
utilizzare il fuoco ed il linguaggio verbale ed infine diventa un graphopithecus, una
scribens simia» (Carlo Bugli, dalla Postfazione).
Estratti
(stralcio dal
Capitolo I - Viaggio verso la preistoria)
1.1 La partenza
Lignoto ha
sempre affascinato e attratto luomo ed è grazie a questo suo desiderio di acquisire
nuove conoscenze che si è migliorato sempre più, fino a diventare la specie animale più
evoluta del pianeta, mettendo a volte in pericolo anche la sua stessa esistenza. Questo
desiderio di acquisire nuove conoscenze sul nostro passato, ancora in parte ignoto, mi ha
coinvolto fino ad indurmi a intraprendere un viaggio a ritroso nella storia più remota
delluomo, descritta in questo libro attraverso la ricostruzione delle principali
tappe del suo cammino evolutivo che lo hanno condotto fino agli albori delle civiltà
teocratiche, punto di partenza dello stato moderno, così come oggi strutturato.
Il primo concetto che
devo chiarire, prima di entrare in argomento, è il significato della parola
"storia", e il miglior modo per descriverla è quello di paragonarla ad un
fenomeno chimico dato dalla reazione a catena: uomo-ambiente-condizioni climatiche.
Lambiente ha
determinato le condizioni per levoluzione delluomo, che a sua volta lo ha
adattato e modificato secondo le sue esigenze e le sue capacità. Quindi, il punto di
partenza dellanalisi di un fenomeno storico è lecosistema in cui ha avuto
origine. Lanimale umano è uno degli elementi viventi dellecosistema terrestre
e si differenzia da tutte le altre specie per la sua alta capacità intellettiva.
Individuare queste capacità razionali degli eredi dei sapiens è semplicissimo, basta
alzare la testa e voltarsi intorno per vedere che tutti gli esseri umani elaborano
progetti di qualsiasi natura in ogni campo e, a prescindere che essi si realizzino o no,
alla base cè sempre una motivazione che può essere sia diretta che indiretta, sia
conscia che inconscia. Queste motivazioni scaturiscono dal sommarsi di due fattori, uno
dovuto allambiente esterno in cui si è collocati, laltro dato dalle
soggettive capacità fisico-intellettive.
Anche alla base della
stesura di questo libro ci sono delle motivazioni, ed una di queste lho individuata
in un episodio razzistico accadutomi in Finlandia nel luglio del 1984, durante le vacanze
estive, dove fui definito "sporco negro" per la mia abbronzatura mediterranea.
Quella frase ebbe la duplice funzione di farmi comprendere che il razzismo non è una
conseguenza del colore della pelle né tanto meno dei tratti somatici, essendo io, come
loro, un indoeuropeo di pelle chiara. Quelle parole, inoltre, mi fecero anche risvegliare
quel senso di libertà innato in ogni essere vivente.
La cattività non si
addice a nessuna specie animale e luomo non fa eccezione a questa regola, anche se
nel tipo di società contemporanea, dal suo nascere fino ad oggi, esso è stato costretto
ad assopire gradualmente il suo istinto di libertà per sopravvivere.
La conseguenza logica
della libertà è leguaglianza e dalla sua mancanza o dalla sua limitazione
scaturisce la disuguaglianza, che si manifesta con il formarsi di varie classi sociali,
secondo un modello stratificato di potere e di gestione di tipo piramidale. Nelle società
stratificate solo il vertice governa sulle classi sottostanti, imponendo le sue regole che
chiama leggi, cui tutti devono obbedire. Il vertice, per imporre le sue regole, si serve
delle classi sottostanti, cui concede anche un loro potere legislativo, però sempre
limitato, subalterno e in sintonia con le caste superiori.
Cosi procedendo, man
mano che si scende verso il basso, in un rapporto inversamente proporzionale, con
laumento del numero dei componenti di una classe diminuisce il suo potere
gestionale, fino ad arrivare allultima che, pur essendo la più numerosa, non ha
nessun potere legislativo e deve solo soddisfare gli interessi e le frustrazioni dei
componenti degli strati superiori. Tutto il peso della piramide sociale viene sostenuto
dai componenti della base con uno sforzo costante e continuo che li allontana, più delle
altre classi, dalla naturale esistenza biologica della specie umana, tanto da poterli
paragonare ad un qualsiasi animale che vive in cattività.
In questultimo
secolo tutta la specie umana è stata privata di ogni forma di autodeterminazione,
eccetto, ovviamente, per i vertici che "gestiscono" gli stati. Nellanimale
umano, la mancanza di autodeterminazione quindi di libertà causa
alienazioni, frustrazioni, insoddisfazioni, ecc., dalle quali poi scaturiscono le sue
tensioni psicofisiche.
Per un meccanismo di
autodifesa, queste tensioni psicofisiche devono essere espulse dallorganismo per
farci sopravvivere, come daltronde avviene per qualsiasi altro residuo organico.
Lespulsione di queste tensioni psicofisiche della base avviene in vari modi, alcuni
utili e positivi per la comunità, come praticare uno sport, avere un hobby, dedicarsi
alle varie forme darte, ecc.; altri dannosi e negativi per lessere umano, come
il ricorrere alle droghe, allalcol, ecc., o il manifestare intolleranza, razzismo,
rabbia sociale, principale causa dellorigine di ogni forma di terrorismo.
Questultimo
gradino della piramide, a differenza degli altri, non ha soggetti sottostanti su cui
scaricare lo stress e le frustrazioni accumulate nellesistenza quotidiana; di
conseguenza, alcuni suoi componenti si costruiscono una base artificiale, composta dagli
individui più deboli della propria classe sociale: immigrati, tossicodipendenti, gay,
ecc., illudendosi, inoltre, di essere a essi superiori. È lillusione che tiene
unita la piramide e fa nascere in ogni persona integrata in essa la speranza di poter far
parte, in un ipotetico futuro, di qualche gradino superiore, direttamente o
indirettamente, cioè tramite figli o nipoti.
Niente può reggersi
sullillusione, che come un sogno è destinato a finire al suo risveglio. Luomo
nel corso della sua storia ha già avuto dei risvegli manifestatisi con le rivoluzioni,
che però hanno sempre fallito nellintento di abbattere la piramide per costruire
una società pianificata, poiché si sono limitate esclusivamente a sostituire il vertice
con un altro.
Le cause e le ragioni
di questi avvicendamenti ai vertici delle piramidi sociali, verificatisi più volte nel
corso della storia, non saranno argomenti trattati in questo libro, il cui obiettivo è di
individuare i meccanismi che diedero origine alle società stratificate, ricercandone il
come, il quando e il dove esse si sono formate, le loro similitudini, risalendo anche alle
comunità che li hanno precedute.