Logo_di_Risvolti.JPG (27835 byte) RISVOLTI

quaderni di linguaggi in movimento fondati nel 1998 da Giorgio Moio

Direttore: Giorgio Moio

Redattori: Carlo Bugli, Pasquale Della Ragione

Editore: Edizioni Riccardi

Indirizzo: casella postale 32 - 80010 Quarto (NA) / e-mail: edizioniriccardi@virgilio.it

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensoi ella legge n, 62 del 7.3.2001


Scheda editoriale

Copertina Orizzonti lontani.JPG (9496 byte)

 

 

Vincenzo Di Bonito

Orizzonti lontani

Posfazione di Carlo Bugli

 

Formato: 14x21 cm. - brossura + sovraccoperta a colori

Pagine: 80

Codice: 001-05-023

 

«In una fase storica come quella attuale in cui pare da più parti prendere corpo una violenta restaurazione oscurantista che ci riguarda politicamente in una dimensione "globale", e che costituisce, come sempre, il versante ideologico del potere, un pregio di questo scritto, la cui dimensione divulgativa non va dunque intesa in senso riduttivo, è anche questo, ovvero il disegnare il percorso evolutivo attraverso cui in qualche milione di anni una scimmia bipede inventa un’industria litica sempre più raffinata, impara ad utilizzare il fuoco ed il linguaggio verbale ed infine diventa un graphopithecus, una scribens simia» (Carlo Bugli, dalla Postfazione).

 

Estratti


(stralcio dal Capitolo I - Viaggio verso la preistoria)

1.1 La partenza

L’ignoto ha sempre affascinato e attratto l’uomo ed è grazie a questo suo desiderio di acquisire nuove conoscenze che si è migliorato sempre più, fino a diventare la specie animale più evoluta del pianeta, mettendo a volte in pericolo anche la sua stessa esistenza. Questo desiderio di acquisire nuove conoscenze sul nostro passato, ancora in parte ignoto, mi ha coinvolto fino ad indurmi a intraprendere un viaggio a ritroso nella storia più remota dell’uomo, descritta in questo libro attraverso la ricostruzione delle principali tappe del suo cammino evolutivo che lo hanno condotto fino agli albori delle civiltà teocratiche, punto di partenza dello stato moderno, così come oggi strutturato.

Il primo concetto che devo chiarire, prima di entrare in argomento, è il significato della parola "storia", e il miglior modo per descriverla è quello di paragonarla ad un fenomeno chimico dato dalla reazione a catena: uomo-ambiente-condizioni climatiche.

L’ambiente ha determinato le condizioni per l’evoluzione dell’uomo, che a sua volta lo ha adattato e modificato secondo le sue esigenze e le sue capacità. Quindi, il punto di partenza dell’analisi di un fenomeno storico è l’ecosistema in cui ha avuto origine. L’animale umano è uno degli elementi viventi dell’ecosistema terrestre e si differenzia da tutte le altre specie per la sua alta capacità intellettiva. Individuare queste capacità razionali degli eredi dei sapiens è semplicissimo, basta alzare la testa e voltarsi intorno per vedere che tutti gli esseri umani elaborano progetti di qualsiasi natura in ogni campo e, a prescindere che essi si realizzino o no, alla base c’è sempre una motivazione che può essere sia diretta che indiretta, sia conscia che inconscia. Queste motivazioni scaturiscono dal sommarsi di due fattori, uno dovuto all’ambiente esterno in cui si è collocati, l’altro dato dalle soggettive capacità fisico-intellettive.

Anche alla base della stesura di questo libro ci sono delle motivazioni, ed una di queste l’ho individuata in un episodio razzistico accadutomi in Finlandia nel luglio del 1984, durante le vacanze estive, dove fui definito "sporco negro" per la mia abbronzatura mediterranea. Quella frase ebbe la duplice funzione di farmi comprendere che il razzismo non è una conseguenza del colore della pelle né tanto meno dei tratti somatici, essendo io, come loro, un indoeuropeo di pelle chiara. Quelle parole, inoltre, mi fecero anche risvegliare quel senso di libertà innato in ogni essere vivente.

La cattività non si addice a nessuna specie animale e l’uomo non fa eccezione a questa regola, anche se nel tipo di società contemporanea, dal suo nascere fino ad oggi, esso è stato costretto ad assopire gradualmente il suo istinto di libertà per sopravvivere.

La conseguenza logica della libertà è l’eguaglianza e dalla sua mancanza o dalla sua limitazione scaturisce la disuguaglianza, che si manifesta con il formarsi di varie classi sociali, secondo un modello stratificato di potere e di gestione di tipo piramidale. Nelle società stratificate solo il vertice governa sulle classi sottostanti, imponendo le sue regole che chiama leggi, cui tutti devono obbedire. Il vertice, per imporre le sue regole, si serve delle classi sottostanti, cui concede anche un loro potere legislativo, però sempre limitato, subalterno e in sintonia con le caste superiori.

Cosi procedendo, man mano che si scende verso il basso, in un rapporto inversamente proporzionale, con l’aumento del numero dei componenti di una classe diminuisce il suo potere gestionale, fino ad arrivare all’ultima che, pur essendo la più numerosa, non ha nessun potere legislativo e deve solo soddisfare gli interessi e le frustrazioni dei componenti degli strati superiori. Tutto il peso della piramide sociale viene sostenuto dai componenti della base con uno sforzo costante e continuo che li allontana, più delle altre classi, dalla naturale esistenza biologica della specie umana, tanto da poterli paragonare ad un qualsiasi animale che vive in cattività.

In quest’ultimo secolo tutta la specie umana è stata privata di ogni forma di autodeterminazione, eccetto, ovviamente, per i vertici che "gestiscono" gli stati. Nell’animale umano, la mancanza di autodeterminazione – quindi di libertà – causa alienazioni, frustrazioni, insoddisfazioni, ecc., dalle quali poi scaturiscono le sue tensioni psicofisiche.

Per un meccanismo di autodifesa, queste tensioni psicofisiche devono essere espulse dall’organismo per farci sopravvivere, come d’altronde avviene per qualsiasi altro residuo organico. L’espulsione di queste tensioni psicofisiche della base avviene in vari modi, alcuni utili e positivi per la comunità, come praticare uno sport, avere un hobby, dedicarsi alle varie forme d’arte, ecc.; altri dannosi e negativi per l’essere umano, come il ricorrere alle droghe, all’alcol, ecc., o il manifestare intolleranza, razzismo, rabbia sociale, principale causa dell’origine di ogni forma di terrorismo.

Quest’ultimo gradino della piramide, a differenza degli altri, non ha soggetti sottostanti su cui scaricare lo stress e le frustrazioni accumulate nell’esistenza quotidiana; di conseguenza, alcuni suoi componenti si costruiscono una base artificiale, composta dagli individui più deboli della propria classe sociale: immigrati, tossicodipendenti, gay, ecc., illudendosi, inoltre, di essere a essi superiori. È l’illusione che tiene unita la piramide e fa nascere in ogni persona integrata in essa la speranza di poter far parte, in un ipotetico futuro, di qualche gradino superiore, direttamente o indirettamente, cioè tramite figli o nipoti.

Niente può reggersi sull’illusione, che come un sogno è destinato a finire al suo risveglio. L’uomo nel corso della sua storia ha già avuto dei risvegli manifestatisi con le rivoluzioni, che però hanno sempre fallito nell’intento di abbattere la piramide per costruire una società pianificata, poiché si sono limitate esclusivamente a sostituire il vertice con un altro.

Le cause e le ragioni di questi avvicendamenti ai vertici delle piramidi sociali, verificatisi più volte nel corso della storia, non saranno argomenti trattati in questo libro, il cui obiettivo è di individuare i meccanismi che diedero origine alle società stratificate, ricercandone il come, il quando e il dove esse si sono formate, le loro similitudini, risalendo anche alle comunità che li hanno precedute.


Spedite i vostri testi per un'eventuale pubblicazione su «Risvolti». I materiali non pubblicati, anche se originali, non saranno restituiti.


home page

«Risvolti» - numeri pubblicati  

autori pubblicati

spazio per autori

recensioni

catalogo

libri ricevuti

galleria

per contatti


biografie e testi di:

 

Carlo Bugli


Pasquale Della Ragione


Giorgio Moio


Campi Flegrei e dintorni

omaggio alla Terra del Fuoco

aperiodico di avvenimenti - cultura - tradizioni - fatti e personaggi - arte - sport - notizie