1) Il fare della
poesia come azione testuale è già implicitamente politico,ma non ha nulla a che fare con
lapolitica dei professionisti, la quale non ha mai avuto nessun
interesse per me, in questo senso la poesia esce dalla rappresentazione e non rappresenta
nessuno poichè è partitica nel senso che parte: si mette in viaggio
nellesistenza esprimendo così il vero sentimento della politica. Creare libertà di
confronto a ciò che accade.
2) Lavoro sui
linguaggi del contemporaneo con un posizionamento spaziale delle parole delle
immagini delle riprese video e con le costruzioni sonore delle performance: già
rispettarne levidenza di ciò che si incontra nelle città e nei luoghi, visto il
loro proliferare, è un lavoro molto intenso, poiché tutti i territori dellimmagine
sono sorvegliati ed inaccessibili dietro i loro brand e logo.
Per il resto, non
ho tempo di occuparmi di me stesso come condizione di poeta, poiché lavoro con la poesia.
3) Certamente la
dimensionalità fronto parallela del PC che organizza le possibilità di interazione
sinestetica delle parole che vengono valorizzate anche nel loro word design e
la possibilità di stesure simultanee molto significative, recentemente anche nelle
Wi Fi zone dei portatili.
Il web poi, e
credo che lo sappiano in tanti ,è un mezzo che aiuta noi tutti se riusciamo a scoprire le
giuste interfacce perché il rapporto reale/ virtuale non sia merce che si aggiunge ad
altra merce ma una comunicazione concreta che trova/ritrova un corpo.
Mori è
presente nei seguenti numeri di «Risvolti»: n. 14, novembre 2005 (Linea
Immaginot, da A. Mori, Utópos - intervento creativo).
Biografia di Mori