Logo_di_Risvolti.JPG (27835 byte) RISVOLTI

quaderni di linguaggi in movimento fondati nel 1998 da Giorgio Moio

Direttore: Giorgio Moio

Redattori: Carlo Bugli, Pasquale Della Ragione

Editore: Edizioni Riccardi

Indirizzo: casella postale 32 - 80010 Quarto (NA) / e-mail: edizioniriccardi@virgilio.it

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensoi ella legge n, 62 del 7.3.2001


Risvolti - Discussione

Alberto Rizzi

1) Potrei rimandarti all’uscita della mia ultima raccolta, edita dalla “Puntoacapo” di Novi Ligure nel maggio di quest’anno, e che si intitola “Poesie incitanti all’odio sociale”: più chiaro di così... Poi c’è attualità e attualità, ci sono i miei “bisogni impellenti”, dato che non sempre ho voglia di “guardar fuori”. Ma ora come ora, credo che ci si debba schierare, visto la deriva che ha preso la società italiana.

Dirò anche che la forza di un’opera poetica è tanto maggiore, quanto più essa è definibile “attuale”: non solo nel senso di “attualità del tema”, ma del fatto che quanto scritto si può applicare, in un modo o nell’altro, all’attualità spicciola che il lettore ha attorno e si trova a vivere quasi quotidianamente.

In questo senso mi auguro che tutto quello che ho scritto - dalle raccolte più “impegnate”, come “Non voglio morire a Rovigo”, “In ombra” e l’ultima citata all’inizio, a quelle più “personali” come “Ultimo cerchio”, che è legata alle mie pitture astratte della metà dei Settanta - possa fornire tracce e riflessioni, a chi lo legga; tracce e riflessioni collegabili appunto a questa attualità spicciola alla quale ho appena accennato.

Non parlerei, infine e per me, di una “posizione politica”, ma di una posizione sociale: il termine politico, per come vanno le cose in questi ultimi anni e mesi, è offensivo. Sociale indica un impegno molto più profondo e responsabile, dedicato in primo luogo alla parte migliore della società: mai come in questi tempi sotto attacco di chi governa grazie al consenso della maggioranza decerebrata del Paese.

Ancora una volta in questo senso “Poesie incitanti all’odio sociale” è paradigmatico, nel chiamare a raccolta quella che chiamo provocatoriamente “la minoranza sana della Nazione”, spingendola a prendere le distanze dalla suddetta maggioranza e dalla lotta politica comunemente intesa; e a tentare di realizzare, in quei luoghi probabilmente marginali dove questo sia ancora possibile, delle “zattere di salvataggio”; che possano aiutarci a ricominciare da capo in maniera civile, quando questa ondata di subumanità sarà implosa su se stessa.

2) Il poeta, nel senso sociale e civile del termine, non ha spazio in questa società, che la maggioranza ha forgiato a misura di bastardi e puttane.

Sono quindi un emarginato, visto con fastidio per le mie qualità e il messaggio che porto; nessun autocompatimento, in questo: hanno ragione – dal loro punto di vista – a comportarsi così nei miei confronti; né io quindi cerco la carità di assessori puttanieri o nepotisti, o di critici e colleghi impegnati in faide parrocchiali.

Cerco semmai – anche qui, al riguardo, c’è in “Poesie incitanti...” un breve testo, “Requiem”, che tocca questo punto – un ambito sociale dove la mia sensibilità e le idee che porto possano venire accolte, se non seguite, col giusto rispetto.

Ma la frammentazione di quella “minoranza sana” della quale ho scritto nella precedente risposta e l’equivoco nel quale è caduta (credendo che sia ancora possibile impegnarsi a salvare questa società con gli strumenti stessi che l’hanno soffocata) rendono piuttosto difficile la cosa.

3) Nella mia, onestamente ben poco; ma non per colpa del computer, semmai per scelta mia: che mi riconosco infinitamente di più nell’analogico, piuttosto che nel digitale...

Ho anche l’impressione che, dal punto di vista strettamente tecnico, il computer abbia implementato più la ricerca visiva, che quella dei testi lineari; credo che, grazie ad esso, la poesia visiva, quella concreta e tutte quelle ramificazione artistiche “ibride” abbiano goduto di un’ottima occasione di sviluppo; al contrario del puro e semplice testo lineare.

Ma, come ho anche già avuto modo di puntualizzare altrove, le mie esperienze nell’ambito della poesia visiva sono state limitate, ormai lontane nel tempo (al massimo la metà dei Novanta) e non supportate da tecnologie digitali.

A livello di distribuzione, sono anche convinto che tutta questa proliferazione di siti e riviste virtuali sia tutto sommato una bufala, anche se nata in perfetta buona fede: si possono creare dei gruppi di discussione e lavoro, molto più agili che se sfruttassero la posta tradizionale, ma tutto qui. Il punto è che se voglio davvero leggere qualcosa, lo schermo è scomodissimo, quindi devo stamparmelo. E allora...


Rizzi è presente nei seguenti numeri di «Risvolti»: n. 13, aprile 2005 (Discussione attorno ad alcuni quesiti di letteratura - intervento critico); n. 14, novembre 2005 (S. t. - intervento creativo); n. 15, novembre 2006 (S. t., da A. Rizzi, La luce lo specchio - intervento creativo); n. 17, novembre 2008 (Potrei rimandarti all'uscita della mia ultima raccolta... - intervento critico).

Biografia di Rizzi

Copertina.JPG (177328 byte)

n. 17, anno X

novembre 2008

pp. 48 

Cliccate sulla copertina in alto per visualizzare integralmente l'ultimo numero pubblicato e i singoli interventi.

Spedite i vostri testi per un'eventuale pubblicazione su «Risvolti». I materiali non pubblicati, anche se originali, non saranno restituiti.


home page

«Risvolti» - numeri pubblicati  

autori pubblicati

spazio per autori

recensioni

catalogo

libri ricevuti

galleria

per contatti


biografie e testi di:

 

Carlo Bugli


Pasquale Della Ragione


Giorgio Moio


Campi Flegrei e dintorni

omaggio alla Terra del Fuoco

aperiodico di avvenimenti - cultura - tradizioni - fatti e personaggi - arte - sport - notizie