1) La mia posizione politica
(se ancora una parola come questa si può pronunciare senza perdere di vista il suo
significato alto) aspira al modello del cannocchiale rovesciato. Guardare da lontano e
capovolgere le prospettive. Tutto sommato credo che ancora adesso l'azione della libertà
creativa sia una delle poche azioni "politiche" possibili. Inseguire
l'orizzonte. Assecondare le derive. Ma dove sono gli orizzonti? E i cieli? Molto disagio.
Disubbidire al livellamento.
2) Cordiale indifferenza verso
quest'ultima, direi. La mia principale aspirazione è essere sanamente inattuale. Cioè
accentuare per quanto possibile la frattura con questo presente. ma so che il
perseguimento radicale e intelligente dell'inattualità è un obiettivo troppo ambizioso,
allora sguazziamo insieme nel fango e nel loto, ragazzi!. Finché si può. E non mettiamo
recinti all'immaginazione!
Siamo tutti imbrattati di presente. Il
presente è una forma assoluta di prepotenza, una cieca forma azzerante: soffoca il
passato, assottiglia il futuro. Solo se arriveremo ad abbattere la grassa dittatura del
presente riusciremo a percepire la natura liquida del tempo, il suo armonico fluire in
sequenze di segmenti equidistanti, la sua mancanza di centro. E a immaginare, forse,
possibili diversi assetti.
3) Senz'altro maggiore comodità e
semplificazione dei mezzi. E forse anche qualche ideuzza stuzzicante. Certo sotrae
"corporeità" alle opere e agli individui, ma una volta non si era parlato di
arte "concettuale", o "gestuale"? E la poesia, ha mai avuto un
"corpo"? Se l'ha mai avuto, è il corpo di Proteo, il dio dalle molteplici
sembianze. Che ben alloggia anche nel web.
Internet, con i suoi centomila blog,
è un flusso comunicativo sterminato e indistinto, ma favorisce le autoselezioni e spinge
a riflettere in modo nuovo sul problema della circolazione dei messaggi, compresi quelli
dell'arte e della poesia.
Chi ne sta facendo maggiormente le
spese è forse la "vecchia" mail art, visto che ultimamente il mezzo
postale cartaceo ha un impatto sempre meno significativo nella vita di tutti i giorni. E
dunque anche la mail art, che si infiltrava anarchicamente nei suoi meandri,
avendo perso in parte il suo terreno di coltura, rischia di perdere una parte della sua
dirompenza, quella di interagire con il concreto della comunicazione quotidiana. Ma questo
non significa che non abbia più prospettive.
Lentini è
presente nei