1) La mia poesia
nasce sempre da un confronto con la realtà, quindi non può prescindere
dallattualità, sia intesa come linguaggio, sia come riflessione sul mondo odierno
che ci contiene. La poesia, la mia poesia, si indirizza sempre verso lascolto e la
difesa dei più deboli, ma rifiuta il vittimismo, perché una poesia che non fosse critica
anche con la sua stessa materia non avrebbe senso né coerenza.
2) Siamo dominati
dalla comunicazione per immagine, penso al cinema e alla televisione, e chi intende
lanciare messaggi ad un pubblico vasto non usa certo lo strumento della poesia. Ma anche
la poesia serve poco a lanciare messaggi; credo ancora alla poesia che rivela le cose e il
mondo, in un colloquio intimo con noi stessi per quel legame tra incoscienza e conoscenza
che porta testimonianza e osservazione profonda della società in cui viviamo. Così la
parola scritta, quella densa e centellinata di cui la poesia è fatta e da cui non può
prescindere, è anche un limite in tale società della comunicazione. Il
poeta, pertanto, ha un valore minimo nella società, in quanto indirizza, suo malgrado, la
sua espressione artistica ad una fascia limitata di fruitori, i soli che hanno intenzione
di accoglierla, perché la sentono propria interiormente. Personalmente credo nella parola
poetica come rigoglioso strumento per creare visioni e donare intuizioni e quando scelgo
strumenti diversi dalla parola scritta, penso alla poesia espressa con la musica
come il progetto di jazz-poetry: JPband , li propongo per una personale e
imprescindibile ricerca; quella ricerca che è fondamentale in ogni forma artistica,
compresa quella poetica.
Penso, inoltre,
che la parola poetica superando più ora che nel passato ogni logica esistenziale, quella
preponderante del mercato, ci mostra ancora come degli uomini, i poeti, possano scegliere
altri percorsi del vivere, cercando dentro di sé e nella realtà circostante quelle
spiegazioni a cui gli altri si sono arresi, barattando la propria personalità in cambio
della massificazione dellesistenza. Ognuno nella vita sceglie un percorso, il più
consono per cercare di vivere agiatamente, tranquillamente, secondo i canoni della
società attuale. Chi sceglie la poesia, sceglie in modo tortuoso di essere ancora
testimone del mondo, quello reale, cercando di fare a meno di tanti compromessi, con fini
poco consoni ad una società delleconomia e del benessere. E lo fa per scelta,
conoscendo i pericoli, per passione innata, per il bisogno di guardarsi dentro
profondamente e tentare ancora, attraverso la creazione inconscia che da sempre guida la
poesia, prima di sintetizzarsi nei versi, di legare la realtà e lindicibilità, la
parola poetica e lo sguardo sul mondo e sui rapporti che legano gli uomini alle cose ed
alla vita.
3) Con il web si
è avuta la possibilità di avere uno strumento di diffusione importante. Io sono stato
tra i primi a credere in questa funzione, collaborando da subito con riviste online. Il
rischio, dal momento in cui tutti hanno la possibilità di comunicare senza sapere bene
dove e perché indirizzare il proprio bisogno di esprimersi, è la scarsa qualità. Io ho
un sito web ufficiale che ha la funzione di presentarmi (www.domenicocipriano.it); non un
blog che, nei casi più interessanti, ha la funzione di sollecitare discussioni, ma che
spesso risultano sterili, fini a se stesse se non monitorate con cura, cosa di cui
personalmente non avrei il tempo. Diverso è il discorso delle riviste, in cui un comitato
redazione penso alla rivista Sinestesie con cui collaboro da anni
sceglie i testi, i lavori da presentare dopo una discussione, un confronto anche
essenziale, allo stesso modo di come avviene sulle riviste cartacee. In questo modo la
diffusione è gratuita e aperta a tutti coloro che possono interessarsene. Inoltre ritengo
fondamentale la facilità di comunicazione che Internet permette, favorendo i contatti
soprattutto in momenti organizzativi di eventi o diffusione delle notizie relative. Un
modo in cui il web è entrato nella mia poesia è essenzialmente attraverso neologismi o
considerando lo strumento informatico come oggetto di alcune poesie già nel mio primo
libro del 2000. Circa altri usi del web come strumento creativo applicato alla poesia non
mi hanno invece mai interessato particolarmente; lascerei parlare chi ha fatto esperienze
in tal senso. Tutti i mezzi tecnologici, se usati con intelligenza, sono funzionali ad una
vita migliore e costituiscono un vero supporto anche per arti di nicchia; sono pertanto un
aiuto anche alla trasmissione della poesia, ma ovviamente, non possono sostituire il libro
quale strumento per la fruizione dei testi poetici, uno strumento da amare.
Cipriano è
presente nei seguenti numeri di «Risvolti»: n. 14,
novembre 2005 (S. t. - intervento creativo); n. 17,
novembre 2008 (La mia poesia nasce sempre da... - intervento critico).
Biografia di Cipriano