1) Se per
attualità intendiamo linferno nel quale stiamo vivendo, attraversato da lampi
luciferini nel caos sociale ed economico, tra emarginazione giovanile e precariato nel
lavoro, nuovo espansionismo Yankee in Europa e nel resto del mondo, con la crisi del
capitalismo e dei mutui subprime, i venti freddi della recessione, con il Brent in
continua crescita a Londra, lappiattimento delle retribuzioni e delle pensioni, la
rivolta dei tibetani, gli sconvolgimenti climatici e la desertificazione delle aree
interne, le morti bianche, le interferenze della Chiesa negli affari interni della
politica italiana, le carrette della disperazione, il revisionismo scolastico e
culturale, ecc., allora siamo di fronte ad una serie di problemi centrali e periferici in
cui anche la questione morale ha un grande peso, che dovrebbe coinvolgere ogni
sfera della società, per non cadere nellinerzia, o peggio ancora nel senso
concettuale dellimpotenza, quando bisognerebbe riarmare la nostra sensibilità di
nuovi codici comportamentali. La riformulazione di un nuovo modello politico, economico e
culturale deve essere al centro di una società plurietnica, con la risoluzione definitiva
del disvalore nel valore, del negativo nel positivo, dellindividuale nel collettivo,
per superare egoismi e nuove filosofie dellesistenza. In questo quadro come si
rapporta la mia poesia? Con una presa di posizione sempre più critica contro ogni forma
di violenza e di emarginazione. Non solo quindi testi di confronto-scontro con
lesistenza, ma anche di denuncia su ciò che è lattualità. Scrivere versi
contro il potere, fare insomma poesia politica come lhanno fatta Majakovskij in
Russia e in Italia Viviani, Arbasino, Fortini ed altri, non
sposta di un millimetro, le forze economiche e militari. Tuttavia, si esprime almeno un
dissenso formale contro il sistema e lapparente ordine-disordine mondiale, come sta
documentando da tempo nei suoi film Oliver Stone, lantibushiano per eccellenza.
Una mia
testimonianza in tal senso è rilevabile nel testo dal titolo Briefing, che qui riporto
integralmente: Inverno sotto zero è un miracolo se non si occludono le vene. Good
morning, Baghdad! Cartilagine assottigliata allosso, come un morso stringe il gelo.
Non si capisce se cè nebbia oppure neve. Battono tappeti, rifanno le
facciate, bauli aprono al passato, cè chi ha un cuore di rottami; uno rincorre
lanima, si perde in un viaggio oltre le terre del cormorano. Bonjour tristesse,
Mister President! I crani della Storia luccicano sotto i campi di baseball, come le cupole
dorate nei giorni dellashura. Bombs, bombs, bombs, bombs! Zia Molly conta solo i
boys del West Coast caduti ad al Anbar: ragazzi del melting pot, che amavano raps e rhythm
& blues, senza sogni e mitragliette Uzi. In viaggio con Jack si avverte una ferita
ancora aperta, un senso di colpa mai risolto. Pure fanciulli patirono ad Abu Ghraib,
soldato Joe e Mrs. Karpinski! Si dirà poi che era necessario attraversare il Tigri,
mettere check point, colorare di rosso la sabbia a Baghdad.
2) Il distacco
della società civile dalla poesia non consente di dichiararmi poeta. Essere
presente in un mondo in cui si risulta storicamente assenti , comporta un
sacrificio di fronte al gruppo sociale, sempre più lontano dalla riflessione e vicino ai
fatti del quotidiano. Per cui credo sia meglio non esibire alcun tesserino che qualifichi
il ruolo di poeta.
3) Lavvento
di internet ha rivoluzionato il mondo della comunicazione, attuando una vera e propria
mutazione antropologica dai risvolti imprevedibili, secondo i più esperti mediologi.
Ovviamente, non mancano voci dissonanti trattandosi di un orizzonte che sembra dar
ragione alle più fosche previsioni, anchesse formulate negli anni Novanta della
fase aurorale di internet dallurbanista francese Paul Virilio 1, in cui
lautore associa alla rete lultimo atto di una guerra totale. Al di
là di ogni possibile catastrofe informatica e delluso improprio che se ne possa
trarre, resta il fatto che siamo tutti sotto lo sguardo di «un grande occhio più
implacabile di quello del Big Brother orwelliano» 2, e che milioni di persone stanno
familiarizzando con lhigh tech.
Nasce, come ha
affermato lo psichiatra Tonino Cantelmi, «lhomo tecnologicus» 3, che vive di
cellulare, di posta elettronica o di e-mail, ossia il digitalista, che non ha
bisogno della linotype, ma della tastiera del computer per collegarsi on line con il resto
del mondo, e nel nostro caso, con una community letteraria, che legge, registra, invia
messaggi di riscontro, superando così gli obsoleti canali cartacei. In La lettera che
muore, Gabriele Frasca ha affrontato il problema della commercializzazione del libro,
soffermandosi sul volume Il Disperso di Maurizio Cucchi, pubblicato da
Mondadori, che a fronte di una tiratura di 2.000 esemplari, di cui 100-200 sono
stati distribuiti gratis a critici, amici, ecc. e gli altri, presumibilmente, venduti in
libreria o nelle biblioteche, pone di fatto un problema già noto, che riguarda la
collocazione della poesia nel mercato, dove i lettori interessati non superano le 500
unità. Discorso diverso per internet, dove si stima che lutilizzo del web sia
in continua espansione e che navighino circa «25 milioni di persone, (il 44% della
popolazione) per oltre 80 minuti al giorno, con una crescita pari al 12%» 4.
Il che non è
poco, tenendo presente, che la poesia e la vita sono entrambe figlie delloblio e che
anche in internet i corridoi di informazione sono diversi, secondo il grado di
affidabilità.
Ma questo è un
compito che spetta ad altri: alluomo colto e tecnologico, anche se devo ammettere,
che il web ha permesso alla mia poesia di creare una nicchia, con un proprio sito che vale
più di una serata letteraria alle Giubbe Rosse.
1 Riccardo Paradisi, Prigionieri
della rete, in «Liberal», 7 giugno 2008, p.13.
2 Paul Virilio, La bomba informatica,
Raffaele Cortina Editore, 2000.
3 Ernesto Capocci, Come il web ci
cambia la mente. Colloquio con Tonino Cantelmi, in «Liberal», 7 giugno 2008, p.13.
4 Da una indagine conoscitiva sul web,
a cura di Layla Pavone (AB) per Affaritaliani.it.
Gabriele è
presente nei seguenti numeri di «Risvolti»: n. 13,
aprile 2005 (Discussione attorno ad alcuni quesiti di letteratura -
intervento critico); n. 17, novembre 2008 (Se per
attualità intendiamo... - intervento critico).
Biografia di Gabriele