Nell'incontro con
le tante voci che compongono l'antologia "Poesia a comizio" quello con Giorgio
Moio è stato davvero sorprendente: "La fiera degl'inganni", testo inedito
scritto nel 2007, è un esempio di grande lungimiranza che anticipa di un anno circa
l'attuale situazione di questa nostra Italia post-elettorale, un'Italia in bilico tra i
due venti dell'antipolitica e della destra che soffiano ormai nel nostro paese dallo
scorso 14 aprile con la vittoria della Lega e del "ber-che-lusca", per usare una
divertente perifrasi dell'autore.
Nel condurre
l'analisi di questo testo, che si presenta piuttosto ostico a qualsiasi commento
tradizionale, ho ritenuto opportuno cercare di appropriarmi il più possibile dei
meccanismi usati dall'autore e tentare di modellarne la critica sul calco della poesia
stessa; per questo motivo prenderò in esame i singoli paragrafi cercando tuttavia di non
perdere di vista la loro organicità.
Questo testo,
infatti, non possedendo un preciso inizio e una precisa fine è costruito in modo tale che
ogni paragrafo, pur nella sua autonomia, contribuisca in tutto e per tutto al dispiegarsi
del senso: esso è pertanto un testo aperto, sempre suscettibile di sviluppi che l'autore
ha ritenuto opportuno rendere manifesti ricorrendo ai puntini di sospensione in luogo
dell'inizio e della fine del componimento.
"La fiera
degl'inganni" come esempio di poesia verbo-visiva.
Fin dal 1989
Giorgio Moio si interessa alle forme verbo-visuali della poesia,
già sperimentate nel clima delle avanguardie degli anni '60 e '70 di un novecento che,
fin dal suo inizio con le avanguardie storiche, aveva manifestato molto interesse al
linguaggio inter-artistico ed alla riflessione sul rapporto tra testo e spazio
tipografico.
Proprio questo
spazio è vissuto dal poeta come da colonizzare: la parola scritta diventa strumento
attraverso cui realizzare l'invasione del senso nei territori dell'afasia.
La pagina bianca
deve farsi ricca attraverso l'uso del verso lungo fin in termine di pagina, deve rifiutare
l'ermetismo di certa poesia contrastandola con l'avvicinamento alla prosa, al parlato e a
tutta la sua "speciale" punteggiatura: esclamazioni, variazioni di tono, bruschi
silenzi e soprattutto pause di varia natura sono ottenute attraverso l'uso massiccio dei
punti fermi, delle sospensioni, degli slash informatici, degli interrogativi e dalle
barrette, usate per scandire le parole come fossero battute su uno spartito musicale ed
introdotte per seguire il naturale andamento del discorso come se fosse vivo, apertamente
detto, declamato.
L'effetto che ne
deriva è di una pagina molto lavorata ed estremamente dinamica che, grazie ad una
sapiente costruzione del tessuto ritmico-sonoro attraverso l'uso di anafore, assonanze e
consonanze, rime interne, si offre alla lettura come fosse un soggetto vivo, reale.
Poesia a comizio.
a)/c) La parola
poetica è per l'autore polimorfica e dotata di senso, essa può generarsi e crescere fino
a diventare grande ma può anche germogliare e poi subito appassire e morire.
b) Per riflettere
su questa questione l'autore sceglie il tono dell'imbonitore da fiera di palazzeschiana
memoria, un tono che mira ora con un sussurro, ora con un urlo a metà tra il parodico ed
il lacerante, a mettere in ridicolo ciò che già appare tale agli occhi di molti
italiani, a screditare la politica del bel paese mostrandola come una giostra di ameni
inganni, di ridicole farse, manovrata da uomini asserviti all'altrettanto ridicola
(benché molto più dannosa), politica d'oltreoceano, quella dei "verdoni"
marcati dalla formula "in god we trust".
) Nel far ciò
l'autore parla con se stesso ma soprattutto con un "giuvanò", sineddoche di
un'intera nuova generazione che non sa che pesci pigliare, che si attarda nella lettura
dei classici trascurando invece ciò che l'autore ritiene più importante: l'attenzione
per l'attualità, per scoraggiante che possa apparire (aggingo: essere).
e)/f) L'autore si
chiede cosa mai possa ottenere la gioventù dall'ascoltare ancora una letteratura che
guarda il proprio limite senza mai oltrepassarlo, che rinnova una retorica ammaliatrice,
che tace il vero da autentica dissimulatrice ma che soprattutto si irradia dall'empireo
Arcoleo, luogo in cui si concentrano tutti e 5 i poteri, con un'allusione marcata al
mercato editoriale che cerne gli autori atti a diventare fenomeni mediatici e di consumo.
A tutto ciò
occorre una reazione, l'indignazione popolare di chi vive deve sorgere dalle singole
"munnezza" reale, quella che invade la Campania, terra dell'autore, e metaforica
di un paese incapace di buongoverno, che non impara dai suoi errori e anzi, ha lavorato o
ha lasciato che si lavorasse per mettre a tacere ogni spontaneo moto sociale negli animi
dei singoli individui, ormai esperti nella soddisfazione meccanica del bisogno indotto.
g) La possibilità
di riscatto che propone il poeta è ancora una volta l'andare contro: la contraddizione,
il rovesciamento, la parodia, l'ironia deformante, lo straniamento diventano i mezzi per
puntellare il fianco del nemico, per manifestare la propria presenza e la propria voce.
Farsi "mystae
moriae", diventare adepti della Follia come la fece vivere Erasmo, dimenticarsi della
prudentia e diventare spirito adolescente e imprevedibile rappresenta la possibilità di
contrastare la narcosi delle menti ed il ripiegamento nell'intimistico e nel privato, per
ritornare ad essere società nel senso pieno del termine, per ritornare ad essere
individui.
Nel panorama della
letteratura e, nella fattispecie, della poesia contemporanea l'esperienza di Moi non è
per fortuna isolata: sono tante infatti le voci, più di quelle che si pensino o che si
sappiano, ad aver gettato il seme della parola. Seppure sconosciute ai più, seppure
privatamente (o quasi) queste parole circolano arrivano alle tante orecchie, più di
quelle che si pensino o che si sappiano, aperte a far germogliare quel seme.
Aspicare e fare in
modo che la poesia ritorni ad essere comunicazione autentica verso l'"umano"
diventa necessità in periodi storici in cui l'"umano" è spesso trattato dalla
macchina della finzione.
a) ...ma... se... nasce...
dal... magma... \ una | parola |
genera / .lava.
illuminante. \ mutazioni. di. antic'aglia. |
.sogno. di. lingua. |
caleidoscopica | ad | libutum / ...ante... litteram...
b) ...se... per... caso...
poi... nasce... a... monte-citorio \
non | ce puoi | nimmanco |
concimar | le | cicorie /
.se. nasce. all. cas(s)a.
bianka. poi \ ahi | ahi! |
diventa | rossa | dalla |
virgogna /
.addiventa. pure. carogna.
\ scalogna | cugliona | & | menz'ogna /
.talento. per. prendere.
in. giro, la. povera. gente. \
ku | kuell-ignobile |
perfidia | da | cavalieri /
...paladini... della...
giustizia... condita... con... promesse... da... marinaio...
c) ...se... invece...
nasce... dal... sorriso... \
una parola | genera /
.allegre. allegorie. \ nell-aria | di | maggio /
.e. manda. a. fare. in.
culo, il. saggio. \ magari | prende | anche | coraggio /
.per. uscire.
all-arrenbaggio. \
fluttua | fluttua | tra |
gli | arpeggi / .di. danzatrici. orientali. \
e | non | importa | se |
poi | si | sgonfia / ...come... una... bolla... di... sapone...
d) ...e... dimme. un. po'.
\ dimme | un | po' | giuvanotto /
.che. ancora. stai. co'.
'sto. cazzo. di. poema. antico. tra. le. mani. \
cosa | speri | di |
ottenere / .da. 'sta. giostra. che. mostra. tarocchi. \
chimera | taroc-cta | per |
er | ber | che | lusca /
...speri... anche... tu...
di... avere... successo?...
e) ...con... questa...
scrittura... che... rinnova... retorica... \
contemplando | il | proprio
| limite /
.facendo. concorrenza.
alle. picchiaccate. del. kummenda. \
dove | credi | presentarti
/ .al. circo. degli. orfei?. \
cum | cazz | faje | a nu' |
tené | 'e | male | 'e | panza /
.cu. sta. munnezza. ca.
tiene. annanze. \
io | mi | vergognerei | me
| mettesse | scuorno / .me. scurnasse. tutt'. 'e. juorne. \
mica | siamo | tutti |
bondi-let(ta-me) / o calderoli /
.stamme. a. sentì.
giuvanott. \ vatti | a | fare | un | giro | in | bicicletta /
.non. farti. accalappiare.
da 'ste. parole. intimiste \ che | non | sanno | del | mondo /
delle. manovre. multiple.
del suono. degli. enigmi. \
scàmpati | 'sta | narcosi
/ ...che... te... men... el... bauscia... dun... bushame...
f) ...è... facile...
fare... la... prova... provare... quel... che... dico... \
vengono | fuori | due |
versi / .che. poi. diventano. quasi. una. trina. di. latrina. \
a | leggere | il | primo |
verso / .ti. viene. la. pelle. d-oca . d-ocarina cretina \
un-orticaria | montecitoria
| depressiva | permissiva / .putrefatta. contraffatta. \
come | kuando | s-ascolta
/.un. parlare. vecchio. &. stanco. \
dove | tutto | va | bene /
.dove. tutto. sta. bene. \
del | secondo | verso /
...è... meglio... tacere...
g) ...e... allora...
senti... cosa... ti... dico... \ conviene | farsi | follia / .follia. che. scava. \
non | certo | farsi |
fottere / .dall-epifania.di.un.desio.dallo.inganno.della.litania \
dalla | chiacchiera |
salottiera / .de. chesta.schiera. de l-italici. politici. minchioni. \
di | chi | ha | li | sòrdi
| & | crede | de | potersi | comprare | la vita /
e. allora. senti. cosa. ti.
dico. \ conviene | rifarsi | follia | allegoria | ironia | & | parodia /
.contraddizione. che.
scassa. \ khe | scava | khe | schioda | khe | inchioda /
.tira. strappa. scippa. \
sciarappa | paparasci | slurpa | et allippa | papilla...
(G.
M., La fiera degl'inganni, testo inedito - I parte, inserito in Aa. Vv, Poesia
a comizio, op. cit., pp. 79-80)
Malaguti
è presente nei seguenti numeri di «Risvolti»: n. 17,
novembre 2008 (La fiera degl'inganni di Giorgio Moio
- intervento creativo).
Biografia di Malaguti