1) La mia poesia
è sempre molto attenta allattualità, non solo avvertendo i fatti di cronaca e
ricordandoli, inserendoli nel testo, anche se non in maniera evidentissima, ma sfiorandoli
lateralmente, a volte con fastidio o con qualche moralismo. La mia posizione politica è
prima di tutto politica, in quanto, anche se non milludo che i miei versi possano
determinare una posizione politica, essi sono innegabilmente di parte e hanno
unottica ben precisa politicamente, anche se, devo dire, non al 100% in quanto penso
che tutto, in poesia, vada trasformato, immaginato, metaforizzato, con ironia e volontà
di giocare, di spiazzare e anche di bluffare.
2) La mia
condizione di poeta nella società odierna è quella naturalmente di un emarginato. Spesso
depresso e scoraggiato, laterale ed isolato, nonostante tutto sento il bisogno di fare
poesia come colui che avverte di essere titolare di unurgenza insopprimibile, anche
perché provo i pochi momenti di autentica felicità quando sono convinto di avere scritto
qualcosa che, a me sembra, valido.
3) Il digitale ha
portato molto nella mia poesia, specialmente nei primi tempi in cui il computer cominciava
a far parte del nostro mobilio e del nostro lessico. Ho scritto un poemetto infatti in cui
faccio confrontare, in senso erotico, un computer con una macchina per scrivere, e,
recentemente, sto entrando nel mondo degli avatar, questa seconda vita così congeniale ai
poeti, che uninfinità di vite vivono e vorrebbero ancora averne. E
innegabile inoltre il vantaggio di mettere poesia nel web, dove è vista da moltissime
persone e favorisce scambi e conoscenze rapide e complete da parte di molti che attraverso
il libro (caro, tenero reperto, profumato di antico) non potrebbero farsi.
Guzzi
è presente nei seguenti numeri di «Risvolti»: n. 17,
novembre 2008 (La mia poesia è sempre molto attenta all'attualità
- intervento critico).
Biografia di Guzzi