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quaderni di linguaggi in movimento fondati nel 1998 da Giorgio Moio

Direttore: Giorgio Moio

Redattori: Carlo Bugli, Pasquale Della Ragione

Editore: Edizioni Riccardi

Indirizzo: casella postale 32 - 80010 Quarto (NA) / e-mail: edizioniriccardi@virgilio.it

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensoi ella legge n, 62 del 7.3.2001


Risvolti - Discussione

Vitaldo Conte

1) La mia poesia nasce sempre da un confronto con la realtà, quindi non può prescindere dall’attualità, sia intesa come linguaggio, sia come riflessione sul mondo odierno che ci contiene. La poesia, la mia poesia, si indirizza sempre verso l’ascolto e la difesa dei più deboli, ma rifiuta il vittimismo, perché una poesia che non fosse critica anche con la sua stessa “materia” non avrebbe senso né coerenza.

2) Siamo dominati dalla comunicazione per immagine, penso al cinema e alla televisione, e chi intende lanciare messaggi ad un pubblico vasto non usa certo lo strumento della poesia. Ma anche la poesia serve poco a lanciare messaggi; credo ancora alla poesia che rivela le cose e il mondo, in un colloquio intimo con noi stessi per quel legame tra incoscienza e conoscenza che porta testimonianza e osservazione profonda della società in cui viviamo. Così la parola scritta, quella densa e centellinata di cui la poesia è fatta e da cui non può prescindere, è anche un limite in tale società della “comunicazione”. Il poeta, pertanto, ha un valore minimo nella società, in quanto indirizza, suo malgrado, la sua espressione artistica ad una fascia limitata di fruitori, i soli che hanno intenzione di accoglierla, perché la sentono propria interiormente. Personalmente credo nella parola poetica come rigoglioso strumento per creare visioni e donare intuizioni e quando scelgo strumenti diversi dalla parola scritta, penso alla poesia espressa con la musica – come il progetto di jazz-poetry: JPband –, li propongo per una personale e imprescindibile ricerca; quella ricerca che è fondamentale in ogni forma artistica, compresa quella poetica.

Penso, inoltre, che la parola poetica superando più ora che nel passato ogni logica esistenziale, quella preponderante del mercato, ci mostra ancora come degli uomini, i poeti, possano scegliere altri percorsi del vivere, cercando dentro di sé e nella realtà circostante quelle spiegazioni a cui gli altri si sono arresi, barattando la propria personalità in cambio della massificazione dell’esistenza. Ognuno nella vita sceglie un percorso, il più consono per cercare di vivere agiatamente, tranquillamente, secondo i canoni della società attuale. Chi sceglie la poesia, sceglie in modo tortuoso di essere ancora testimone del mondo, quello reale, cercando di fare a meno di tanti compromessi, con fini poco consoni ad una società dell’economia e del benessere. E lo fa per scelta, conoscendo i pericoli, per passione innata, per il bisogno di guardarsi dentro profondamente e tentare ancora, attraverso la creazione inconscia che da sempre guida la poesia, prima di sintetizzarsi nei versi, di legare la realtà e l’indicibilità, la parola poetica e lo sguardo sul mondo e sui rapporti che legano gli uomini alle cose ed alla vita.

3) Con il web si è avuta la possibilità di avere uno strumento di diffusione importante. Io sono stato tra i primi a credere in questa funzione, collaborando da subito con riviste online. Il rischio, dal momento in cui tutti hanno la possibilità di comunicare senza sapere bene dove e perché indirizzare il proprio bisogno di esprimersi, è la scarsa qualità. Io ho un sito web ufficiale che ha la funzione di presentarmi (www.domenicocipriano.it); non un blog che, nei casi più interessanti, ha la funzione di sollecitare discussioni, ma che spesso risultano sterili, fini a se stesse se non monitorate con cura, cosa di cui personalmente non avrei il tempo. Diverso è il discorso delle riviste, in cui un comitato redazione – penso alla rivista Sinestesie con cui collaboro da anni – sceglie i testi, i lavori da presentare dopo una discussione, un confronto anche essenziale, allo stesso modo di come avviene sulle riviste cartacee. In questo modo la diffusione è gratuita e aperta a tutti coloro che possono interessarsene. Inoltre ritengo fondamentale la facilità di comunicazione che Internet permette, favorendo i contatti soprattutto in momenti organizzativi di eventi o diffusione delle notizie relative. Un modo in cui il web è entrato nella mia poesia è essenzialmente attraverso neologismi o considerando lo strumento informatico come oggetto di alcune poesie già nel mio primo libro del 2000. Circa altri usi del web come strumento creativo applicato alla poesia non mi hanno invece mai interessato particolarmente; lascerei parlare chi ha fatto esperienze in tal senso. Tutti i mezzi tecnologici, se usati con intelligenza, sono funzionali ad una vita migliore e costituiscono un vero supporto anche per arti di nicchia; sono pertanto un aiuto anche alla trasmissione della poesia, ma ovviamente, non possono sostituire il libro quale strumento per la fruizione dei testi poetici, uno strumento da amare.


Conte è presente nei seguenti numeri di «Risvolti»: n. 6, maggio 2001 (Frammenti di T come - texte-désir - intervento creativo); n. 7, ottobre 2001 (Dispersiome come desiderio - intervento creativo; La dispersione come scrittura d'arte - intervento critico); n. 17, novembre 2008 (La mia poesia nasce sempre da... - intervento critico).

Biografia di Conte

Copertina.JPG (177328 byte)

n. 17, anno X

novembre 2008

pp. 48 

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